Il treno del futuro? A idrogeno

I treni del futuro italiani saranno alimenti ad idrogeno.

Tutto questo sarà possibile grazie all’accordo siglato tra la francese Alstom, specializzata nel trasporto su rotaia, e la big delle infrastrutture energetiche Snam, che si appresta a lanciare le sperimentazioni sull’idrogeno su larga scala.

Grazie a questa nuova partnership saranno svolti studi di fattibilità al fine di arrivare, già nei primi mesi del 2021, ad avviare progetti concreti che rivoluzionino il trasporto su rotaia spingendo la diffusione del fuel cell anche in questo campo.

L’accordo siglato prevede che la Alstom si debba occupare della realizzazione di treni alimentati ad idrogeno o della conversione di convogli esistenti per renderli compatibili con la nuova tecnologia, mentre la Snam si concentrerà sullo sviluppo di un’infrastruttura per l’approvvigionamento dell’idrogeno e per tutta la gestione dei servizi che garantiscano il corretto funzionamento dei treni. 

Le due aziende sono fiduciose nel raggiungimento degli obiettivi in Italia, potendo contare sull’esperienza maturata in Germania e Olanda. 

In Germania c’è già la sperimentazione di un treno ad idrogeno: Alstom, infatti, è stata coinvolta nella realizzazione del progetto Coradia iLint, attivo ormai da oltre un anno, che vede il primo treno a celle di combustibile al mondo impiegato regolarmente su una tratta in Bassa Sassonia.

Il Coradia iLint è un treno in grado di muoversi in assoluto silenzio a zero emissioni per circa 600 km ad una velocità massima di 120 km/h. Ma in una sua evoluzione può arrivare a 1.000 km di autonomia e 140 km/h di velocità massima.

Il powertrain ospita i serbatoi dell’idrogeno sul tetto dei locomotori e le batterie in basso, vicino ai motori, posti in prossimità delle ruote. Viene rifornito una volta al giorno in 15 minuti (come un normale treno a gasolio) attraverso un sistema a pressione a 350 atmosfere.

Con questa iniziativa – ha detto l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà – vogliamo dare un ulteriore contributo alla decarbonizzazione dei trasporti e allo sviluppo di una economia dell’idrogeno in Italia. L’idrogeno prodotto da rinnovabili diventerà competitivo con le fonti fossili nel giro di pochi anni e avrà un ruolo centrale nella transizione energetica, in particolare nell’industria, nel riscaldamento e nel trasporto pesante”.

Grazia Crocco

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