Il Mose di Venezia capolavoro dell’ingegneria

L’ opera di dighe mobili chiamata Mose ( Modulo sperimentale elettromeccanico ) sita a Venezia finalmente funziona perfettamente.

L’opera creata per difendere Venezia dall’acqua alta è entrata in azione da alcuni giorni , sollevando tutte le 58 paratoie mobili installate per intercettare e arrestare l’alta marea che si riverserebbe sulla città.

L’inizio delle operazioni è avvenuto lo scorso 3 ottobre alle ore 8.35 e si è completato alle 9.52. L’esito è visibile anche da Piazza San Marco, rimasta finora all’asciutto mentre l’acqua in mare ha raggiunto picchi di 125 centimetri previsti dal Centro maree del Comune.

Il flusso della marea dal mare alla Laguna è stato interrotto, ribadisce l’Ufficio maree del Comune di Venezia.

 

Il Mose è una complessa opera ingegneristica che ha lo scopo di difendere Venezia dall’acqua alta.

E’ formato da 4 barriere, poste all’imboccatura della laguna, formate da 78 paratoie mobili in grado di sollevarsi per contrastare l’innalzamento del livello del mare. Le paratoie sono tutte indipendenti tra loro e in grado di separare temporaneamente la laguna dal mare. Il sistema, secondo il progetto, può proteggere Venezia e la laguna da maree alte fino a 3 metri e da un innalzamento del livello del mare fino a 60 centimetri nei prossimi 100 anni.

Il sistema di protezione è composto da circa 78 paratoie mobili in metallo, indipendenti tra loro e lunghe fino a 29 metri. Sono collocate in cassoni di calcestruzzo e piazzate sul fondale delle tre bocche di porto lagunari, che rappresentano i varchi attraverso i quali la marea entra in laguna: Lido, Malamocco e Chioggia. Devono sollevarsi quando la marea raggiunge i 110 centimetri.

Le bocche di accesso al mare, da chiudere quando è necessario, sono 3.

Le paratoie sono adagiate sul fondo del canale. Quando la situazione è tranquilla, e quindi sono inattive, si trovano sui fondali all’interno di cassoni che ospitano anche gli impianti per farle funzionare. Sono invisibili e piene di acqua di mare.

All’occorrenza, quando è prevista l’alta marea, le paratoie vengono svuotate dell’acqua e riempite di aria compressa: questo ne provoca l’emersione. Via via che l’acqua esce ci vogliono circa 30 minuti; le barriere salgono ruotando attorno all’asse delle due cerniere che le collegano al cassone di alloggiamento. Una volta emerse, pur oscillando liberamente e indipendentemente per effetto del moto ondoso, le paratoie dividono il mare dalla laguna, proteggendola dalla maree.

Una volta passata l’emergenza, le paratoie vengono svuotate dell’aria e riempite di nuovo con l’acqua: in questo modo, in circa 15 minuti, tornano a riadagiarsi sul fondale. Per funzionare bene il Mose deve rimanere pulito e ci deve essere una manutenzione costante.

L’intera opera dovrebbe essere terminata entro il 31 dicembre 2021.

A Punta della Salute il livello della marea si mantiene stabile tra 70 e 75 centimetri. Secondo il presidente dell’Associazione Piazza San Marco, Claudio Vernier «È una giornata storica per Venezia: sono le 10.50 e l’acqua è a meno di 70 centimetri. In Piazza San Marco c’è solo una piccola pozzanghera, mentre fuori, in mare, ci sono circa 120 centimetri di acqua, quindi c’è una differenza di 50 centimetri. Normalmente avremmo avuto l’acqua alle ginocchia» esulta.

Il Provveditore alle opere pubbliche Cinzia Zincone ha affermato che: «Il test è andato bene, in relazione all’innalzamento stamane delle paratoie del Mose a Venezia. «Si apprezza una consistente differenza – spiega – di altezza dell’acqua tra la parte difesa dal Mose e quella che non lo è». Un test giudicato positivamente: «non filtra acqua» conclude Zincone

Il Mose ha funzionato anche in questi ultimi giorni, la città i Venezia ora è finalmente protetta.

Grazia Crocco

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