11 settembre 2001

Quel giorno, l’11 settembre del 2001 il mondo cambia, ancora una volta la sua percezione di male, di male assoluto.

E’ una delle solite mattinate assolate, il cielo azzurro, nessun presagio nefasto. Gente che va a lavorare, che saluta i propri famigliari, che in tempo di “pace” si sente abbastanza tranquilla. Nessuno dei quasi tremila morti e dei circa seimila feriti indossa divise militari, ma abiti da ufficio. Nessuno di loro porta con sè armi, bombe. Nessuno di loro progetta attacchi verso altri esseri umani. Eppure… Eppure quella mattina succede qualcosa che segna ancora una volta la storia. Aerei costruiti per viaggiare, non armi da guerra, vengono fatti schiantare con tutto l’odio possibile contro le Torri Gemelle, il Pentagono, forse anche la sede del Congresso. Solo in questo ultimo caso la missione fallisce perché i viaggiatori decidono di risparmiare altre vittime e si sacrificano lottando contro gli uomini della morte e dell’odio. Contro i terroristi. Decidono di precipitare, decidono di non infierire su anime innocenti.

Quella mattina l’odio assoluto si è presentato in diretta. Con il suo abito buono. Eh sì, perché è stato scelto con cura, nei dettagli. Ci sono voluti anni. La scenografia doveva essere perfetta: gli aerei che entravano senza bussare nel ventre delle Torri, negli uffici, nei corridoi ignari. E poi, si è vista la scala dell’umanità. Quelli votati all’odio, le vittime come sciami di api impazzite che non trovano scampo al fuoco che è dappertutto e fa paura. Alcune persone scelgono di morire lanciandosi da altezze impossibili. I nostri occhi incollati al televisore ed inorriditi non possono fare altro che guardare, recitare una preghiera, non si può fare altro.

Noi siamo con loro. Da sempre e per sempre. Siamo con i pompieri, eroi del quotidiano. Siamo con tutti coloro che hanno perso la loro preziosa vita. Siamo con gli orfani, le vedove, i genitori, i nonni che hanno perso qualcuno in quel terribile giorno.

Oggi, al posto delle due torri implose in quel lontano 2001, c’è la One World Trade, una torre altissima a ricordo della strage e il memoriale delle vittime.

Il male assoluto e vigliacco che la storia ogni tanto ci presenta con il suo portato di morte e atrocità, c’è, purtroppo esiste. Non va compreso. Va solo condannato. Sempre. Non va analizzato, va, se possibile, prevenuto. Il male assoluto c’è. Ma è sempre il bene ad avere la meglio. Noi siamo sempre qui. L’umanità che vive pacificamente la propria vita esiste e vince, vince sempre.

Cristina Palumbo Crocco

Condividi l'articolo