In Europa con l’Erasmus allargando il tuo orizzonte.

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Tutti sanno in cosa consiste il programma Erasmus: nella possibilità, per gli studenti europei, di trascorrere un periodo di studio all’estero legalmente riconosciuto dalla propria università. Non tutti, invece, sanno perché si chiama cosi. Si tratta di un acronimo: European Region Action Scheme for the Mobility of University Students e prende il  nome da Erasmus da Rotterdam, l’umanista olandese che tutti abbiamo studiato a scuola e  che viaggiò a lungo in Europa, allo scopo di comprenderne le varie culture.
Sentivo parlare con grande entusiasmo di questa esperienza, e quindi ho voluto farla.  Anch’io posso quindi parlarne con entusiasmo ed ho pensato di scrivere questo breve articolo che spero possa essere utile sia agli studenti che vorranno fruire del programma, sia  a coloro che ne hanno già fruito, e perché no? Ai loro genitori ed ai loro amici.
Occorre innanzitutto decidere quando si vorrà andare a studiare presso l’università straniera e … pensarci per tempo! Infatti il bando viene pubblicato sul sito della facoltà generalmente a gennaio, occorre quindi presentare la propria candidatura, che verrà valutata in base ai risultati degli esami già sostenuti e di un test sulla conoscenza della lingua del paese ospitante. Il “periodo Erasmus” (che varia da 3 a 12 mesi) potrà essere fruito solamente nell’anno accademico successivo.
Un avviso per gli aspiranti fruitori: in genere preparatevi, appena comincerete a parlarne in famiglia, ad affrontare una serie di perplessità espresse dai vostri genitori. Il primo aspetto che vi faranno presente è quello economico. Certo, hanno ragione!  E’ un esperienza che costa. Cosa potrete obiettare? Che le possibilità di studiare all’ estero sono infinite, ma  tutte costose e , rispetto alle altre il progetto Erasmus offre la possibilità di fruire di una borsa di studio. L’importo ( che varia di anno in anno) non copre certo tutti i costi, ma … aiuta!
Inoltre, rispetto alle altre opportunità di studiare all’estero, Erasmus consente di “ non perdere tempo” al  fine di laurearsi quanto prima possibile. Occorre infatti stipulare (tra studente, università frequentata, ed università ospitante) il “Learning agreement”, che prevede gli esami che verranno sostenuti all’estero ed avranno poi  pieno valore legale presso la propria università.
Un’altra perplessità espressa dai genitori sarà quella riguardante la vostra” capacità di cavarvela”. Per molti di voi infatti sarà la prima esperienza” da soli”, oltretutto all’estero, in un paese del quale non conoscete perfettamente la lingua, del quale non conoscete usanze, cultura e  modo di vivere. Bene, è proprio  questo  il valore di Erasmus: consente non solo di migliorare la vostra padronanza di una lingua straniera, ma anche e soprattutto di conoscere un paese estero in tutti i suoi aspetti. Questo è fondamentale. Infatti sia per lavorare in Italia con paesi esteri, sia per avere opportunità lavorative in un paese che non è il vostro, non è sufficiente conoscere la lingua, ma è indispensabile approfondire tradizioni, modi di pensare , di fare e di essere.
Quanto poi alla” capacità di cavarsela” anche in questo l’esperienza è validissima: nel paese ospitante non avrete l’opportunità di “chiedere aiuto ai genitori”, ma dovrete imparare ad affrontare tutti i problemi. Anche questo è importantissimo nel lavoro (vogliamo chiamarlo, con un linguaggio lavorativo, “ Problem solving”?)
Uno dei tanti problemi da risolvere, per fare un esempio pratico, sarà quello di trovare un alloggio che abbia il miglior rapporto qualità-prezzo possibile. In genere è opportuno risiedere presso le università. Queste ultime infatti offrono alloggi a costi contenuti e questa soluzione vi consentirà sia di socializzare con maggiore facilità con gli altri studenti, sia di non perdere tempo nei trasferimenti tra università ed alloggio.
Un consiglio ai genitori? Lasciate che i vostri figli facciano questa esperienza. Sì, è vero, tutte le vostre perplessità sono fondate, ma indubbiamente i vantaggi saranno infinitamente superiori agli svantaggi.
A proposito. Altri vantaggi? Avrete la possibilità di conoscere non solo (grazie alle lezioni) la lingua usata in modo ufficiale nel paese, ma anche (grazie alle amicizie che stringerete lì) quella parlata quotidianamente. Questo sarà fondamentale non solo nel lavoro, ma anche nella vita extralavorativa, quando conoscerete persone di altre nazioni o se tornerete nel paese ospitante.
Imparerete inoltre ad essere flessibili ed ad adattarvi ad ogni circostanza e cultura (presso l’università conoscerete infatti persone provenienti da tutto il mondo).
Un ulteriore vantaggio è quello di conoscere una didattica diversa da quella Italiana, in genere molto più pratica e concreta. Ogni aspetto teorico viene in fatti affiancato da esercitazioni, stage, esperienze sul campo.
Un suggerimento agli amici degli studenti che fruiranno del programma? Andate a trovarli. Certo non avrete tutti i vantaggi che potranno avere i diretti fruitori, ma potrete fare passi avanti nella conoscenza del paese ospitante e della sua lingua.
Per quanto riguarda poi chi ha già partecipato al progetto, consiglio di rimanere in contatto con gli altri fruitori. Esistono infatti molti network, in particolare “Erasmus Student Network”,  che consentono di non perdere, rimanendo in contatto, i vantaggi ottenuti dal progetto, nonché, se vorrete, di dare utili suggerimenti ai potenziali nuovi fruitori, sentendovi cosi dei “veterani”.
Il programma consente inoltre di fruire di una “ rete telematica” concernente lo sviluppo a livello europeo della conoscenza delle singole materie di studio. Qualunque facoltà stiate frequentando la rete  vi sarà utilissima, anche una volta terminati gli studi.
Per concludere: con questo progetto non si studia soltanto. Tutte le università organizzano infatti iniziative per il tempo libero degli studenti Erasmus: visite a luoghi di interesse, convenzioni con discoteche, pub, luoghi per il divertimenti in genere. Insomma un motivo in più per dire: “Erasmus, un’ esperienza che consiglio a tutti”.

Francesco Romano

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