Le mille “eccellenze” del made in Italy

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Lo scorso 05/07 è stato presentato il rapporto “Geografia del nuovo made in Italy”, realizzato a cura di Fondazione Symbola, Fondazione Edison e Unioncamere. Nel rapporto, l’export italiano viene analizzato  con un parametro diverso da quelli abituali: la bilancia commerciale dei singoli prodotti.
Ne  emerge un quadro della nostra economia in grado di smentire i catastrofisti, che vedono disastri dietro ogni angolo.
Per prima cosa, scopriamo che il passivo dei nostri conti con l’estero dipende esclusivamente dalle importazioni di energia, minerali e prodotti agricoli, mentre per quanto riguarda i manufatti l’Italia realizza forti surplus, che ne fanno uno dei paesi più competitivi al mondo, più competitivo perfino di paesi come la vicina Francia, generalmente percepita come  una “economia forte”.
Tra questi manufatti si segnalano circa mille “eccellenze”, cioè prodotti che realizzano addirittura i saldi attivi più alti al mondo.
Tra i manufatti “eccellenti” ai primi posti troviamo le macchine: impianti per l’automazione dei processi produttivi, macchinari per l’agricoltura, per l’imballaggio, per la lavorazione del legno e molti altri. Successi anche per le giostre destinate ai parchi divertimenti (una sorta di “prodotto tipico” italiano) e per alcuni prodotti ad elevato contenuto tecnologico, come gli strumenti per la navigazione aerea.
Solo in seconda posizione troviamo i prodotti, per così dire, tradizionali del made in Italy: abbigliamento ed accessori, calzature, agroalimentari. Questi ultimi – vini doc e dop, specialità regionali  – sono tutti prodotti di elevata qualità e con alto valore aggiunto; nel settore, un ruolo sempre più importante stanno assumendo i prodotti biologici, di cui l’Italia già detiene il primato europeo.
Seguono, rubinetterie (anche queste apprezzate per la qualità, in particolare l’assenza di piombo nelle lavorazioni), prodotti chimici, mobili, prodotti di oreficeria, imbarcazioni da diporto, marmi e piastrelle.
Le mille eccellenze portano al paese un attivo commerciale di circa 183 miliardi di dollari ma, soprattutto, testimoniano la capacità del sistema produttivo italiano di diversificarsi e reagire – vincendo – di fronte alle situazioni di crisi.

Roberto Macchioni

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