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"Officina Italia":
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Che cos'è "Officina Italia" ? Pensiamo all'Italia ed al mondo come ad un grande giardino. Alcune aiuole sono coltivate in modo eccellente: grazie alla cura del giardiniere..
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Officina Italia    

Riciclare: la parola d’ordine per diminuire l’inquinamento

Il progresso tecnologico dei Paesi più evoluti ha un costo molto alto, che è rappresentato principalmente da due fattori: la depauperazione delle materie prime utilizzate per produrre energia e l’inquinamento del territorio.

In questi ultimi anni stiamo assistendo alla repentina ascesa economica di due grandi Nazioni asiatiche: la Cina e l’India, che insieme contano circa un terzo della popolazione mondiale.

La maggiore produzione industriale di questi due giganti e il conseguente miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti, facilmente riscontrabile con un aumento vertiginoso dei consumi, rende imminente, ora come non mai, la necessità di affrontare con decisione i problemi sopra evidenziati.

Queste criticità si sono acclamate in maniera evidente nel caso della copiosa fuoriuscita di petrolio avvenuta durante una trivellazione lungo le coste degli Stati Uniti; la marea nera che ne è scaturita ha raggiunto le coste della Louisiana, del Mississippi e dell’Alabama, minacciando anche quelle della Florida. I danni prodotti all’ambiente da questo incidente sono incalcolabili, così come è improbabile che, una volta superata l’emergenza, l’eco-sistema possa tornare quello di una volta.

L’unica soluzione possibile al fine di evitare altri disastri ecologici è quella di trovare fonti di produzione di energia alternative, il più possibile sostenibili per l’ambiente e non esauribili.

A tal fine molti Stati hanno incentivato la produzione di energia pulita e rinnovabile come quella idrica, eolica e solare (diversi sono gli articoli dedicati a questi argomenti in questo sito). Quanto all'eolico, secondo il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 dell'Enea, l'Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 MW) che per potenza cumulata (4.850 MW), mentre potrebbero essere fatti notevoli passi in avanti per quanto riguarda i settori del solare termico e della biomassa, in cui il nostro Paese è ancora ben lontano dallo sfruttare il potenziale disponibile. In tal senso, un caso eclatante, vista la sua posizione geografica, è costituito dal solare termico, in cui l'Italia è posizionata solo al quattordicesimo posto tra i paesi UE, con una potenza installata di 23,4 kWth ogni 1.000 abitanti rispetto ai 362 kWth dell'Austria.

Merita però attenzione un’ulteriore modalità di produzione di energia che consentirebbe, allo stesso tempo di ridurre in maniera drastica anche l’inquinamento prodotto nelle discariche. Si tratta dell’utilizzo dei termovalorizzatori che, sfruttando i rifiuti come materia prima, producono energia. Sul punto, per un eventuale approfondimento (anche al fine di conoscere il livello di inquinamento prodotto dall’utilizzo di tali “inceneritori”), segnaliamo due articoli pubblicati nella sezione centro di questa rivista telematica intitolati: “Termovalorizzatori: una risposta all’inquinamento http://www.officinaitalia.it/sez_roma/archives/00000046.htm) e “Energia dai pneumatici fuori uso (http://www.officinaitalia.it/sez_roma/archives/00000010.htm). La messa in esercizio dei termovalorizatori consente di produrre energia e allo stesso tempo di superare la tradizionale metodica di smaltimento rifiuti, basata sullo “spostamento” in altro luogo del materiale inquinante.

I rifiuti impiegati in questi “inceneritori” devono essere, però, solo quelli “non più recuperabili”.

Alla luce di una drastica diminuzione dell’inquinamento è fondamentale, infatti, una incisiva politica di smaltimento dei rifiuti, incentrata su una parola d’ordine: “riciclo dei materiali”. Si deve passare da una filiera di produzione di materiali imperniata oggi sul concetto “dalla culla alla tomba”, ad un sistema produttivo nel quale deve prevalere la filosofia “dalla culla alla culla”. I materiali, cioè, non dovrebbero essere trasformati in prodotti e poi abbandonati nella fase della loro “fine vita” ma dovrebbero essere riutilizzati, in base ad una loro successiva trasformazione.

Ecco perché si è specificato che i rifiuti destinati ai termovalorizzatori devono essere quelli ormai non più recuperabili, per i quali, cioè, non è più possibile un loro riciclo. La priorità deve essere riconosciuta al riciclo dei materiali, l’utilizzo dei termovalorizzatori, in tale contesto, deve rappresentare la fase residuale, l’ultima ratio.

Il sistema per funzionare correttamente necessita di una preventiva separazione dei rifiuti, che deve avvenire già nel primo momento della loro formazione come rifiuto, sia nelle fabbriche che nelle abitazioni civili. Per questo motivo molti comuni stanno procedendo alla “raccolta differenziata”, ed altri li stanno seguendo a ruota.

Dal sito dell’AMA S.p.A (Azienda Municipale Ambiente), l’Azienda di igiene urbana che opera sul territorio comunale di Roma, riportiamo alcune utili informazioni:

 Acciaio

-      con l’acciaio riciclato da 2.600.000 scatolette di tonno da 50 gr si può ottenere 1 km di binario ferroviario;

-      con l’acciaio di 50 scatolette da 50 grammi si ottiene un vassoio;

-      con il riciclo di 19.000 barattoli per conserve si ottiene un’automobile.

 Alluminio

-      con 800 lattine si produce una bicicletta;

-      con 37 lattine si fa una moka da 3 tazze. Tutte le moka prodotte in Italia, circa 7 milioni di pezzi all’anno, sono di alluminio ricilato;

-      con 640 lattine si fa un cerchione per auto;

-      con 130 lattine si fa un monopattino.

 Carta

-      circa il 90% degli imballaggi in carta per i prodotti di uso quotidiano è realizzato con carta riciclata;

-      quasi il 90% dei quotidiani italiani viene stampato su carta riciclata;

-      con 3 scatole da scarpe riciclate si può ottenere una cartelletta.

 Legno

-      con una cassetta di legno si ottiene un attaccapanni;

-      con il riciclo di 4 pallet (pedane da trasporto) si fa una scrivania;

-      con il riciclo di 30 pallet si ottiene un armadio.

 Plastica

-      con 10 flaconi di plastica si produce una sedia;

-      con 27 bottiglie di plastica (PET) si fa una felpa in pile;

-      con 67 bottiglie dell’acqua si fa un’imbottitura per un piumino matrimoniale.

 Vetro

-      con 350 grammi di vetro riciclato si produce una bottiglia di vino di 350 grammi;

-      con un chilogrammo di rottame di vetro, recuperato con la raccolta differenziata, si ottiene un chilogrammo di nuovi contenitori in vetro riciclato.

 

Nel futuro, speriamo il più possibile prossimo, il rifiuto non sarà più un qualcosa di inutile da abbandonare in discariche inquinanti, ma rappresenterà un elemento in grado di essere ancora utile, o come nuovo prodotto o come materia prima per produrre energia.

Andrea Speranza

 

 



 
 

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