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Nel deserto bolidi italiani a pedali

Cinquanta studenti universitari del Politecnico di Torino stanno studiando in che modo battere il record del mondo di velocità utilizzando mezzi a propulsione umana, ovvero con bici reclinate rivestite come razzi. Il mondo dei veicoli a propulsione umana (HUMAN POWERED VEHICLES, abbreviato HPV) infatti comprende un’ampia varietà di veicoli spinti dalla sola forza dell’uomo attraverso un sistema di trasmissione di potenza.

Il team del “Policumbent , nato a Torino nel 2009 e formato da brillanti studenti universitari, detiene già il primato italiano, con 126,9 Km/h , ottenuto due anni fa ; il prossimo settembre in Nevada tenterà di battere il record assoluto maschile (144,1 km/h), ed è alla ricerca di un’atleta per conquistare anche il primato femminile.

Paolo Baldissera, ricercatore del Politecnico e responsabile tecnico del team afferma infatti che:” Si sono già presentate una quindicina di ragazze . La metà sono studentesse, ma c’è anche una triatleta e perfino una snowboarder. Accettiamo candidature entro fine maggio, poi sceglieremo e inizieremo la preparazione”.

Sempre Baldissera afferma che : “Può sembrare una nicchia un po’ goliardica invece si lavora sulla frontiera della conoscenza, tutto quanto acquisiamo è spendibile in molti altri ambiti. È un impegno di squadra, con studenti che vengono da diverse specializzazioni, aeronautica, meccanica, gestionale, persino uno da ingegneria del cinema, che ovviamente si occupa di riprese e montaggio. La forza sta proprio nel gruppo. Se c’è un cervellone lo costringiamo a mettersi in gioco con gli altri, a condividere le intuizioni. Esattamente quello che poi è richiesto in azienda”. Alberto Congedi, 22 anni, è al terzo anno di partecipazione, è attualmente il team leader ed ha imparato a comprendere che la progettazione, in questo campo, non è sufficiente. Bisogna poi confrontarsi anche con le difficoltà della realizzazione e bisogna sempre ricordarsi che si ha un budget limitato.

Si chiama Andrea Gallo l’atleta che guida questo “ bolide a pedali” e quando ha iniziato nel 2009 anche lui studiava al Politecnico. Afferma infatti :” Già al liceo avevo fatto una tesina progettando un mezzo carenato. Per me è stato naturale far parte di questo progetto

Adesso Gallo ha 31 anni, lavora come progettista meccanico in un’azienda dell’Astigiano e nel tempo libero si dedica alle granfondo e a come migliorare se stesso e il mezzo per l’appuntamento annuale nel Nevada.

Il Politecnico ha deciso , in questo progetto, di non trascurare nessun aspetto infatti oltre allo studio dei materiali è prevista anche una preparazione fisica accurata affidata ad Andrea Gabba e la collaborazione di un tecnico della Federazione di triathlon, e di una nutrizionista, Felicina Biorci, del Centro di medicina dello sport dell’Università di Torino.

Grazia Crocco

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