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Tiscali: Una realtà imprenditoriale in Sardegna
Gli inizi dell’impresa di Renato Soru
Renato Soru dopo aver conseguito una laurea in discipline economiche e sociali alla Bocconi di Milano viene assunto come assistente di Oscar Titti alla Lazender, una società finanziaria. In seguito passa alla Cbi Merchant (Compagnia Banche Italiana) dove fa rapidamente carriera. Nel 1992, a soli 35 anni, pur guadagnando molto (350 milioni di lire annui) abbandona tutto e decide di tornare alla sua terra natia, la Sardegna, dove si dedicherà all’imprenditoria. Comincia con il trasformare il negozio di alimentari della madre in un supermercato e ne costruisce altri cinque; poi li vende e con i sette miliardi che ne ricava costruisce altri supermercati.
Nel 1995 insieme con il conterraneo Niki Grauso, che già aveva lanciato video on line, comincia a lavorare con internet…inizia l’avventura. Acquista una licenza per poter operare in Cecoslovacchia, dove, con 300 milioni di lire, crea la CZECH ON LINE, che diventerà il maggior Internet Service del Paese vendendo la connessione ad Internet ad un decimo del principale concorrente, la rete Universitaria locale. Anche gli svedesi dell’Ericson gli danno fiducia e gli forniscono finanziamenti, e centrali. Nel 1997 vende la CZECH ON LINE ad un fondo chiuso di Deutsche Banch (Bers e Mitsubiu), poiché intanto in Italia vi era stata «finalmente» la liberalizzazione del mercato della telefonia fissa e, Soru, stanco di viaggiare, torna in Italia. Ed è in Sardegna che Soru, con appena 1 miliardo d’investimento, fonda, il 9 giugno 1997, Tiscali S.p.A. Perché il nome “Tiscali”? Questo era il nome di una cittadella nuragica di 2500 anni fa, sita tra le montagne tra Oliena e Dorgali, all’interno della Sardegna dove si rifugiavano i Sardi per sfuggire agli invasori e preparare l’insurrezione. È lo stesso Soru a ricordare in un intervista che, per celebrare la fondazione della società appena sorta, andò in questa località con 4 dipendenti, il gruppo di musica etnica “Cordas e Cannas”, ed alcuni pastori. Dopo un viaggio di circa 2 ore a piedi e portando con sé anche gli strumenti musicali, in un silenzio quasi “magico”, eseguirono un concerto in omaggio agli avi che si erano rifugiati nelle grotte per far loro sentire con la loro presenza la continuità di sentimenti tra il passato, il presente ed il futuro. Tiscali rappresenta una sfida che Soru lancia ai grandi rivali nazionali come Telecom, Wind e Infostrada. Incomincia col proporre offerte più vantaggiose nel servizio di telefonia fissa, convinto che pur con pochi soldi, ma con molte buone idee, anche i piccoli imprenditori possano entrare nel mercato che offre molte opportunità e molti spazi. La sua parola d’ordine è vendere telefonate come «se fossero dentifrici sui banchi di un supermercato». Soru compra un numero a cinque cifre: il 10030, che costa la metà di quello a quattro cifre, ed utilizza la rete telefonica già esistente. Il primo gennaio 1998 inizia, finalmente, la sua attività in Sardegna con la licenza di operatore regionale; il 22/04/1998 riceve la licenza ministeriale per offrire al pubblico della Sardegna, Milano e Roma servizi di telefonia vocale; il 16/10/1998 firma l’accordo con le Poste Italiane per la vendita delle schede telefoniche sia nelle poste che nelle tabaccherie, nei centri commerciali e nelle edicole. Per telefonare, l’utente deve comperare una scheda telefonica, comporre il 10030 prima del numero ed automaticamente risparmia il 40-70% sia nelle telefonate interurbane che verso i cellulari. L’1/11/1998 offre il primo abbonamento ricaricabile per l’utenza residenziale nei distretti di Milano e Roma e nella Sardegna (Tiscali 10030 e ricaricasa). Soru ci guadagna con il pagamento anticipato delle schede anche se ha sempre bisogno di Telecom, non disponendo di una rete capillare. Il 26.11.1998 Soru conclude l’accordo di venture capital con Kiwi I Ventura Serviços S.A. con Elserino Piol. Il 17.12.1998 Soru firma un accordo d’interconnessione reciproca con Telecom che gli consente, dietro pagamento, l’uso dei propri cavi. Il 10.03.1999 ottiene la licenza ministeriale per l’offerta al pubblico di servizi di telefonia vocale su tutto il territorio nazionale.
Articolo
pubblicato da: [ Maria Tepedino ]
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