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L’operazione “trasparenza” che
giustamente ha investito, in questi
ultimi tempi, l’atteggiamento della
Chiesa cattolica nei confronti dei
gravissimi scandali di pedofilia
emersi in tutto il mondo, permette
ad una delle tre “virtù teologali”,
la Speranza, di fare capolino. Senza
Verità, un cammino spirituale
individuale o collettivo è
praticamente impossibile. E da qui è
partito Papa Benedetto XVI, per una
nuova sfida di evangelizzazione, di
cui francamente se ne sente
l’urgenza. L’uomo, laico o credente
che sia, ha bisogno di vincoli
sociali, basati su principi
condivisibili su cui fondare o
convalidare un patto di unione
solidaristica. Oggi le società
appaiono sempre più disorientate,
alla ricerca di nuovi motivi
fondanti, di nuovi principi
universali. Il fai da te ideologico,
può creare anarchia, caos, fragilità
estrema. I casi di devianza sociale
come la violenza specie su soggetti
più deboli come donne, bambini e
anziani è aumentata in misura
esponenziale. I fattori aggregativi
come la famiglia, la scuola, il
gruppo sono sempre più spesso
teatro di eventi delittuosi.
La storia, tuttavia, ha sempre
offerto all’uomo esempi straordinari
di guida morale, pensiamo ai grandi
filosofi, ai santi, agli eroi di
tutti i tempi.
Nella società contemporanea il
tecnicismo e l’economico sembrano
aver preso il sopravvento sulla
riflessione, sul pensiero, che
regala la prudenza nelle scelte e
nell’agire delle persone.
Ed
è in questo contesto che il ruolo
della Chiesa e del buon insegnamento
filosofico, sono evidentemente
importanti. Gli ultimi avvenimenti
di gravità inaudita che sono stati
doverosamente e minuziosamente
pubblicizzati dai media, non possono
e non devono offuscare l’operato di
milioni di ecclesiastici che,
credendo al Vangelo, hanno
rinunciato a tutto ciò che una vita
laica offre per “servire” lì dove
c’è bisogno. Sarebbe davvero
ingiusto. Secondo i dati di “Agenzia
Fides”, nel 2008 sono morti 2
Arcivescovi in Iraq, 16 sacerdoti, 1
religioso, 2 volontari laici e nel
2009, 30 missionari, 2 religiose, 2
seminaristi, 3 volontari. Ogni anno
così’. Spesso si muore perché si è
accusati di blasfemia, perché si
oppone l’armonia e la pace alla
violenza, per una solidarietà
concreta che da fastidio. I nostri
missionari sono silenziosi, non
strombazzano, ma la loro opera nelle
foreste, nei deserti, a patire la
fame con le popolazioni del luogo,
ci rende fieri. Fieri di essere
cristiani.
Spesso ci interroghiamo su dove
vanno a finire le nostre offerte,
gli oboli, i contributi versati alla
Chiesa Cattolica. Anche qui,
caldeggiando sempre una politica
improntata sulla trasparenza,
possiamo pubblicizzare qualche
cifra.
Nel rapporto del 19 ottobre 2008,
stilato da Agenzia Fides, secondo
stime che riguardano gli anni fino
al 2006, la Chiesa cattolica
gestisce nel mondo 5244 ospedali,
17.600 dispense, 528 lebbrosari,
15.375 case per anziani, 9308
orfanotrofi, 11.034 giardini
d’infanzia, 13.354 consultori
matrimoniali , 33.124 centri di
educazione e 10.326 istituzioni di
altro tipo. Non abbiamo menzionato
poi le numerosissime scuole sparse
in tutto il globo. Ritornando poi al
gravissimo peccato di pedofilia di
cui si sono macchiati molti
sacerdoti e che ha provocato traumi
indelebili a numerosissime vittime,
è giusto anche ricordare che molti
altri prelati, questa volta santi,
espongono la loro vita per difendere
bambini e bambine dal turismo
sessuale che pervade le zone più
povere del mondo. Ne dà
testimonianza Padre Franco Cellano,
Superiore delle trentuno Missioni
della Consolata in Africa, quando
afferma che sono molti quelli che
abusano dei minori, approfittando
delle misere condizioni di vita in
cui versano. Il Kenya è la meta
preferita di questo osceno turismo
che, oltre ad una buona percentuale
di residenti africani, vede
“interessati” il 18% di italiani, il
14 % di tedeschi, il “12% di
svizzeri e l’8% di francesi.
Cristina Palumbo Crocco
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