Palermo: città della cultura 2018

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Palermo ha origini antichissime. Esisteva già al tempo dei fenici (VII sec. a. C.), successivamente è stata conquistata dai romani e in seguito dagli arabi nel IX sec. d. C.

L’influsso della cultura araba è evidente, sia in alcune espressioni linguistiche ancora in uso, sia in ambito culinario; pensiamo alla cassata, ai cannoli, agli arancini, al cous cous e ad altre specialità della cucina siciliana molto simile a quella islamica. Molti quartieri della città hanno origine in questo periodo, come il centro storico (il Cassaro da Al Quasr, il castello) e quello che si affaccia sul mare, la Kalsa, dove aveva dimora l’emiro. Nel 1072 il conte normanno Ruggero occupa la città e da questo momento uno strano mix normanno-arabo aleggia nell’aria e nello spirito del luogo. Il figlio del conte ha il pregio di abbellire ulteriormente Palermo con la costruzione di palazzi lussuosi come la Zisa e dotandola di giardini bellissimi. Successivamente fa fiorire in tutti i sensi la città Federico II di Svevia insieme ai successivi dominatori: gli angioini e gli spagnoli.

Tanti sono i luoghi d’arte da visitare a Palermo. Uno di questi è Il Palazzo dei Normanni , casa reale più antica d’Europa, all’interno del quale si può ammirare la Cappella Palatina, realizzata nel XII sec. dove l’arte araba si incrocia con quella latina e bizantina.

I Palazzi nobiliari si possono ammirare e in alcuni casi anche visitare; alcuni di essi si affacciano lungo la via Cassaro. Pensiamo al Palazzo-museo Mirto, al Valguarnera Gangi, al Palazzo Alliata di Pietragliata, al Chiaramonte “Steri”, oggi sede del rettorato universitario e a tante altre sublimi costruzioni storiche di questa antichissima città siciliana.

Tanti sono i luoghi di culto da ammirare. Uno di questi è, senza dubbio, l’antica moschea, divenuta successivamente Cattedrale e che ospita al suo interno le spoglie di molti reali, fra cui quelle di Enrico II e di Federico II. In questo luogo sacro sono anche custodite le reliquie di Santa Rosalia, patrona della città. Infine, un monumento è dedicato al beato padre Pino Puglisi, ucciso impietosamente dalla mafia.

Tra le chiese simbolo occorre citare anche quella della Martorana (1143 d.C.), che con le sue cupolette rosse, coniuga magistralmente l’arte bizantina con quella barocca. Verso il mare si può ammirare Piazza Marina che conduce all’antico porto della città, la Cala.

Ricordiamo infine che Palermo è la città portuale dei traffici mercantili, degli scambi, delle tradizioni e degli incontri. E il cuore di questa città pulsa fortemente anche tra gli spazi angusti che ospitano le bancarelle dei famosi mercati di Capo, Ballarò e Vuccirìa.

Cristina Palumbo Crocco

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