| Home | Contatti | Chi siamo | Scrivi un'opinione | Officina Italia | Officina Giovani |
Ricerca:







NORD OVEST (Maestrale)

[Torna alla sezione]

TRASPORTI PUBBLICI: L’ESPERIENZA INGLESE

Di Carlo Battaglia
(Manager Gruppo Rothschild)

Martinat: “Lo Stato deve garantirne l’efficienza”.

Qualche settimana fa ho partecipato a un convegno presso l'osservatorio parlamentare in cui il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Martinat e' intervenuto ed ha espresso un pensiero che mi ha fatto riflettere: " I mezzi di trasporto devono avere una partecipazione pubblica".
Questa idea e' sempre stata nella mia mente, anche se sono un liberista e convinto capitalista. Infatti vivendo in Gran Bretagna da diversi anni e confrontandomi continuamente con il sistema anglosassone-americano sono arrivato alla conclusione che nei mezzi di trasporto il capitale pubblico e' fondamentale. Infatti analizzando I diversi settori che lo compongono, scopriamo che non può sopravvivere senza una adeguata copertura finanziaria pubblica.

Prendiamo come esempio la privatizzazione dei treni in Gran Bretagna, ultimo atto del governo conservatore (che ha fatto egregie riforme e privatizzazioni) di John Major. Esso ha portato come conseguenze: un aumento dei sussidi alle società che gestiscono i treni, un peggioramento della qualità del servizio, aumento dei prezzi e fallimento (salvato con risorse pubbliche dal governo laburista) della società che gestisce la rete ferroviaria, Railtrack. Dall'altra parte le diverse compagnie aree mondiali sono sempre sull'orlo della crisi, con le compagnie USA, dove la privatizzazione e' avvenuta da diversi decenni, riescono a sopravvivere grazie ai sussidi che il governo elargisce in ogni possibile occasione.
Pensiamo il perché di tutto questo. E' impossibile dare un servizio universale di trasporto in ambito di una nazione o internazionale a prezzi sostenibili dal pubblico e con società che facciano profitti. Infatti solo poche tratte sono altamente profittevoli la maggior parte non riescono ad arrivare al break even.
I sostenitori del liberismo nel campo dei trasporti sventolano, per esempio, la bandiera delle linee aree low cost, per intenderci Rayanair, Esy Jet ecc.. E' facile fare profitti ( ma vorrei vederci chiaro nei loro bilanci se essi sono solo veri o nuove Enron) quando si servono solo tratte profittevoli (Londra Roma, Nizza Parigi, Milano Amsterdam ecc.) e non necessariamente si danno coincidenze con località minori. D'altro canto esse non tutelano il passeggero in caso di grandi ritardi o cancellazioni, come le compagnie aree normali fanno per contratto; inoltre esse sfruttano un gran marketing offrendo pochi biglietti a prezzi stracciati e la maggior parte a prezzi uguali o superiori alle alter compagnie. Inoltre da indagini svolte da quotidiani britannici, dove molte di queste compagnie hanno base, sembra che esse non rispettano tutte le diverse misure di sicurezza.
La soluzione di privatizzare o no i trasporti risulta molto complicata. Magari sarebbe possibile un approccio per cui sulle tratte maggiori i vettori risultino in piena concorrenza e quelle minori vengano riservate a compagnie miste pubblico-privato (eventualmente con sussidi).Una maggiore concorrenza tra le diverse compagnie di bandiera nazionali nell'ambito europeo, sia nei treni che negli aerei, può risolvere il problema realizzando un equilibrio tra prezzi, qualità del servizio e contenimento dei costi per i diversi stati.
Articolo pubblicato da: [ Carlo Battaglia ]

Aggiungi un nuovo commento
Nome

E-Mail (opzionale)

Homepage (opzionale)

Il tuo Commento



[Torna alla sezione]

Link Veloce:
Raggiungi questo link


Accedi all'archivio
articoli



Link:
Per Abbonarsi
Per la vostra pubblicità


 



Direttore: Domenico Crocco
Condirettore: Cristina Palumbo Crocco
Responsabile di redazione: Andrea Speranza
Esperienze di buon governo: Roberto Alesse
Coordinatore scientifico giuridico: Daniele Sterrantino
Coordinatore Officina International: Carlo Battaglia
Responsabile progetti informatici: Antonio De Gaetano
Grandi eventi: Renato Santoboni
Realizzazione: Ceped s.r.l.
Ottimizzazione grafica: Claudio Albergo

Info: webmaster@officinaitalia.it