Che cos’è il piano casa?
Il piano casa
consiste in un mix di interventi
di edilizia residenziale
pubblica, project financing,
agevolazioni alle cooperative
edilizie ed un sistema integrato
di fondi immobiliari che,
attivando tutte queste linee di
intervento e con la
collaborazione anche finanziaria
di Regioni ed Enti Locali, ha
l’obiettivo di realizzare
100mila alloggi in 5 anni. Esso
prevede anche la valorizzazione
di aree demaniali con interventi
integrati di riqualificazione
urbana e realizzazione di
alloggi da destinare all’affitto
a canone calmierato. Il piano
casa vede protagonista il
Ministero in collaborazione con
le Regioni e gli Enti Locali e
la possibile partecipazione di
soggetti privati.
Chi saranno i beneficiari?
I beneficiari del
Piano Casa saranno nuclei
familiari a basso reddito,
giovani coppie a basso reddito,
anziani in condizioni sociali o
economiche svantaggiate,
studenti fuori sede, soggetti
sottoposti a sfratto, immigrati
regolari a basso reddito
residenti da almeno 10 anni nel
territorio nazionale o da almeno
5 nella medesima regione.
Qual è stato l’iter del piano
casa?
Il “Piano
nazionale di edilizia
abitativa”, previsto dal decreto
legge n. 112/2008, convertito
con modificazioni dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, è uno
schema di DPCM che, dopo essere
stato
formalmente condiviso dalle
Regioni e dai Comuni in
Conferenza Unificata e dal Cipe
ha ricevuto l’approvazione
definitiva attraverso la firma
di un Decreto da parte del
Presidente del Consiglio.
Qual è il target del piano casa?
Si tratta di interventi
indifferenziati?
Il Piano è
rivolto principalmente a
soddisfare le esigenze delle
famiglie appartenenti al ceto
medio basso e a quelle meno
abbienti tramite interventi
diversificati
a seconda delle
categorie cui sono destinati.
Per gli
interventi destinati alle
famiglie appartenenti al ceto
medio-basso si prevede di
coinvolgere ampliamente il
capitale privato (project
financing, fondi immobiliari)
tramite la
promozione di agevolazioni
fiscali, valorizzazione di aree
demaniali e accordi con i comuni
volti alla riduzione degli oneri
di costruzione. Per i ceti
bassi, invece,
si prevedono
interventi a esclusivo carico
dello Stato e delle Regioni
finalizzati ad incrementare
l’edilizia residenziale
pubblica. Per gli interventi di
incremento dell’edilizia
residenziale pubblica abbiamo
previsto 200 milioni, che
diventeranno 550 milioni con
prossimi stanziamenti previsti.
Qual è l’elemento più innovativo
del piano casa?
Sicuramente di
grande rilevanza è la previsione
della costituzione di uno o più
fondi nazionali immobiliari, che
a regime si stima possano
attrarre un flusso di 3 miliardi
di euro l’uno, in grado di
cofinanziare fondi locali,
destinati alla valorizzazione di
aree urbane ed alla
realizzazione di alloggi per
famiglie con reddito medio-basso.
Il Ministero ha previsto di
investire 150 milioni in uno o
più fondi immobiliari, che
dovranno essere dotati di non
meno di 1 miliardo di euro l’uno
e che potranno contribuire al
finanziamento di iniziative
locali che presentano queste
caratteristiche: valorizzazione
di aree con la realizzazione di
una quota di alloggi da
affittare a canone calmierato,
eventualmente riscattabili da
parte dell’inquilino non moroso.
Nascerà così un sistema di fondi
immobiliari, nazionali e locali,
che potrà raccogliere i
finanziamenti di investitori
come la Cassa Depositi e
Prestiti, le Fondazioni
bancarie, le assicurazioni , i
costruttori, gli operati privati
del settore.
L’art. 11 del Piano casa prevede
che il MIT , entro 15 gg.
dall’entrata in vigore del DPCM
“Piano Casa” istituisce un
gruppo di lavoro cui partecipano
3 rappresentanti del MIT, 3
rappresentanti dell’Economia, 3
rappresentanti delle Regioni e 3
rappresentanti degli enti locali
indicati dalla Conferenza
Unificata nonché 2 esperti
nominati dal Dipartimento
economico della Presidenza del
Consiglio. Il Gruppo di lavoro,
entro 90 gg. dall’entrata in
vigore del DPCM “Piano Casa”
indica i requisiti che i
regolamenti dei Fondi devono
possedere per candidarsi
(attraverso gara) a gestire i
150 milioni destinati dal MIT
alle quote del Fondo nazionale
che potrà cofinanziare le
iniziative promosse dai fondi
locali.
Quale sarà
lo strumento attuativo del piano
casa?
Il Piano può
essere realizzato seguendo due
canali:
-
attraverso la
stipulazione di appositi
accordi di programma, tra
Ministero, Regioni e Comuni;
-
attraverso le
modalità della “legge
obiettivo”.
La previsione di
utilizzare le modalità previste
dalla legge obiettivo è stata
considerata per rendere
possibile, là dove si ritiene
non opportuno procedere tramite
stipulazione di accordi di
programma, la celere attuazione
degli interventi del Piano casa,
tenuto conto del fatto che
proprio le procedure della
citata legge hanno permesso di
avviare con successo importanti
opere pubbliche strategiche.
Favoriremo la proprietà o la
locazione?
Tutti gli
interventi previsti si
prefiggono lo scopo di
realizzare abitazioni da
destinare in proprietà ed in
locazione.
Per quanto riguarda gli immobili
in locazione, l’intento del
Governo è quello di facilitare
il riscatto da parte
dell’inquilino, e quindi
riconoscere la possibilità al
conduttore di diventare
proprietario dell’appartamento
per il quale si è stipulato un
contratto di locazione, e
comunque di prevedere livelli di
canone calmierato.
Domenico
Crocco